Seta cruelty free, Seta non violenta
Seta Cruelty free, Seta non violenta
Quale è il rapporto esistente fra la produzione della seta, il rispetto delle condizioni degli animali ed il concetto di cruelty free e di seta non violenta?
Per rispondere a questa domanda risulta necessario definire il significato del termine cruelty free, ciò che realmente è il processo di produzione della seta e dei differenti tipi di seta esistenti, focalizzandoci sugli aspetti legati all’animale coinvolto nella produzione del bozzolo di seta.
Per rispondere a questa domanda risulta necessario slegarsi da alcuni preconcetti, andando ad analizzare, anche in termini di conoscenza, una serie di informazioni e fatti molte volto poco conosciuti.
Cosa significa cruelty free
La baronessa inglese Lady Dowding a capo della NAV, (“Società Nazionale anti vivisezione), coniò verso la fine degli anni ’50 a Londra per la prima volta il termine cruelty free, al fine di indicare prodotti cosmetici non testati sugli animali. Nel 1959, attraverso l’ente di beneficenza “Beauty without cruelty” ha permesso la diffusione della cultura cruelty free.
Negli anni ’70, negli Stati Uniti, Marcia Pearson con il gruppo “Fashion with Compassion” ha dato sviluppo alla cultura cruelty free.
Il concetto cruelty free nasce quindi con la nascita dei movimenti per i diritti e la protezione degli animali. Il riferimento iniziale era a specifici campi produttivi, (ricerca, cosmetica, medicina, farmaceutica), all’interno dei quali era prevista la sperimentazione su animali, causa di sofferenze ed in alcuni casi di morte violenta.
Nella sua evoluzione moderna, il termine cruelty free, indica quei prodotti che oltre a non prevedere sperimentazioni su animali vivi, siano attenti a non recarne sofferenza e sfruttamento.
Non esiste ad oggi una disciplina legislativa complessiva che definisca il cruelty-free, bensì una serie di interventi, anche a livello di EU, volti a disciplinare, o meglio ad evitare, la sperimentazione animale in alcuni campi specifici: il Regolamento (CE) 1223/2009 impone, ad esempio in campo cosmetico, il divieto di test su animali per il prodotto finito, il divieto di sperimentazione per i singoli ingredienti, il divieto di importare prodotti sui quali sono stati eseguiti esperimenti.
Cosa è la Seta
La seta o sarebbe meglio dire le Sete, è una fibra naturale di origine animale che viene prodotta naturalmente da alcune razze di lepidotteri che si differenziano l’uno dalle altre per qualità genetiche. Attraverso la secrezione di una combinazione di proteine il lepidottero, una volto giunto a maturazione, si avvolge all’interno di un bozzolo per attuare la sua trasformazione da larva in farfalla.
La seta chimicamente è una combinazione di proteine naturali la cui produzione coinvolge il settore agricolo della coltivazione dell’albero del gelso, quello zootecnico dell’allevamento del baco per la produzione del bozzolo di seta e quello artigianale ed industriale per l’ottenimento del filo o della fibra di seta .
La seta è una fibra dalla storia millenaria che creata dalla natura per rispondere ad un’esigenza di sopravvivenza e mantenimento di una specie animale, ha visto l’intervento dell’uomo che l’ha utilizzata e perfezionata per ottenere una fibra tessile.

Seta Continua e Discontinua
La seta è l’unica fibra naturale dalla quale è possibile produrre un Filo (filamento continuo) ed un filato (fibra discontinua). Essa quindi si suddivide in due grandi famiglie:
- La seta per la produzione di filo continuo
- La seta per la produzione del filato e della fibra discontinua
La produzione del filo continuo di seta avviene attraverso un’operazione, la “trattura”, che partendo dal bozzolo integro, ricerca il capo iniziale del filo e svolge parzialmente il bozzolo.
Il punto iniziale per la produzione del filo continuo presuppone la presenza di un bozzolo integro. Affinché il bozzolo sia integro (non bucato dalla larva che dopo essersi trasformata in farfalla, uscirebbe tramite un foro creato nella parte alta del bozzolo), necessità l’uccisione del baco all’interno del bozzolo, tramite un processo di essicazione.
La produzione della seta discontinua proviene da una serie di successive lavorazioni su materie prime che possono a loro volta rappresentare sottoprodotti di lavorazioni della filiera serica. Proprio il fatto di essere discontinua non deriva dal filo continuo e quindi dal bozzolo integro e quindi dal lepidottero ucciso.
La Seta ed il cruelty Free – Una errata semplificazione
Seta e seta cruelty free o seta non violenta è un argomento che molte volte viene liquidato semplicemente nelle uguaglianze:
SETA = filo continuo = uccisione del lepidottero
La seconda uguaglianza risulta certamente sempre vera, (filo continuo = uccisione del lepidottero), in quanto:
- La larva una volta trasformatasi in farfalla per uscire dal bozzolo procede attraverso la secrezione di un acido ad intaccare la parte superiore del bozzolo.
- In poco tempo si viene a creare un foro che permette alla farfalla di uscire.
- La presenza di questo foro crea in più parti la rottura dello svolgimento continuo del filo. Pertanto non risulta possibile ottenere da questi bozzoli filamenti continui in seta
L’unica modalità per ottenere il filo continuo è quella di avere un bozzolo integro e pertanto che l’animale sia impossibilitato, attraverso l’essicazione e la sua morte, alla trasformazione in farfalla
La prima uguaglianza NON è sempre vera, (SETA = filo continuo), in quanto esiste una vasta produzione di prodotti e filati in fibra discontinua di seta che non deriva necessariamente dal filo continuo e quindi da un bozzolo integro. Risulta pertanto valida la disuguaglianza:
Seta Discontinua ≠ uccisione del lepidottero
L’allevamento dei bachi per la produzione di seta
La parte di allevamento e crescita del baco di seta per ottenere il bozzolo di seta è caratterizzato da una serie di peculiarità e fatti che necessitano di essere considerati nella valutazione del concetto di cruelty free:
- La tipologia di lepidottero maggiormente utilizzato per la produzione della seta, (il Bombyx Mori), è addomesticato e selezionato nel corso di millenni di bachicoltura, incapace di vivere sena l’ausilio dell’uomo, destinato a morire ed estinguersi se non allevato.
- L’insieme di naturali incroci genetici effettuati dall’uomo hanno creato razze con una una minore mortalità, maggiormente capaci di combattere malattie e resistenti agli sbalzi climatici spesso causa di una prematura morte
- Esiste una vasta biografia che testimonia come la larva e la farfalla che da essa deriva, siano prive di sistema cognitivo e neurologico e come tale incapaci di percepire situazioni di pericolo alla propria vita, sofferenza e dolore
- L’evoluzione stessa della vita del lepidottero soggetto a continue mutazioni fisiche, l’ultima delle quali da larva a farfalla non sarebbero compatibili con la presenza di un apparato in grado di percepire dolore
- Una volta avvenuta la trasformazione la farfalla ha una elevatissima mortalità nei primi secondi di vita. A causa del suo colore bianco intenso, facilmente individuabile essa è immediatamente preda da parte numero considerevole predatori, solitamente uccelli.
- La farfalla non è autonoma nella fase riproduttiva. Risulta fondamentale anche in questa fase l’intervento umano che pone nello stesso spazio farfalla maschio con farfalla femmina
- La farfalla vive solo poche ore durante le quali si accoppia e produce le uova, non ha apparato visivo, non è dotato di apparato digerente e di strutture della bocca che le permettano di cibarsi
Trattandosi di un piccolo verme/lombrico, è possibile paragonarne la morte, prima di trasformarsi in farfalla, alla quantità di vermi e lombrichi uccisi durante ad esempio ad una semplice operazione agricola di aratura di un campo di terra od ad operazioni di disinfestazione anche naturale di coltivazioni agricole, (nella coltivazioni dei pomodori vengono uccise enormi quantità di vermi e lepidotteri tramite insetti antagonisti che divorano vivi gli animali)


Altri aspetti:
- in molti paesi di produzione la larva congelata o disidratata rappresenta una forma di alimento delle popolazioni soprattutto in zone rurali
- esistono progetti legislativi, anche a livello di Comunità Europea, che renderanno utilizzabili, per scopi alimentari, varie tipologie di insetti, tra i quali le crisalidi e larve del bozzolo di seta
- le crisalidi delle larve essiccate sono un valido fertilizzante in grado di sostituire integralmente una ampia gamma di inquinanti fertilizzanti chimici
- le crisalidi delle larve essiccate vengono utilizzati per mangimi in pescicoltura al posto di alimenti ogm o di mangimi chimici
La Seta cruelty free, non violenta (discontinua)
Se all’interno del mondo della seta continua è impossibile poter avere una produzione che non preveda l’uccisione della larva, nel mondo della seta discontinua le migliori materie prime possono derivare direttamente od indirettamente da bozzoli non necessitando la continuità della fibra possono prevedere la mancata uccisione della larva.
Seta discontinua mulberry cruelty free

I cosiddetti Bozzoli sfarfallati, (termine che indica quando la farfalla fuoriesce dal bozzolo, creando un buco nella sua parte alta), possono essere utilizzati per la sola produzione di fibra discontinua in seta avendo la non secondaria caratteristiche di avere una rilevante quantità di fibra di seta presente.
I bozzoli derivanti dall’attività di riproduzione (per creare uova per future produzioni) che vengono tagliati integri, solitamente in senso longitudinale, al fine di preservare ed aiutare l’animale a trasformarsi in farfalla vengono utilizzati per la produzione di numerosi varianti di prodotti in fibra discontinua.
Cosetex crea collaborazioni e progetti volti alla raccolta di queste tipologie di bozzoli che vengono avviati a tutte quelle lavorazioni che daranno luogo alla produzione di:
- fibra in seta cruelty free,
- pettinati di seta cruelty free,
- filati di seta cruelty free
- tessuti di seta cruelty free
- imbottiture in seta cruelty free
Le Sete Selvatiche cruelty free
Esistono in natura una serie di tipologie di bachi da seta cruelty free (per natura) che per particolari loro caratteristiche genetiche non prevedono il completamento e la chiusura del bozzolo ma che mantengono solitamente nella loro parte superiore un piccolo foro al fine di facilitare l’uscita della larva una volta trasformatasi in farfalle.
Si tratta per lo più di sete cosiddette selvatiche che si autoriproducono allo stato selvaggio e che hanno caratteristiche qualitative e di alimentazione del baco differenti rispetto al Bombyx Mori.

La Seta ERI o “Seta della Pace”
Il caso più rilevante di Seta cruelty free o di seta non violenta è quello della seta Aimsha o seta della pace. Essa ha avuto visibilità nel passato per essere stata portata ad esempio dal Mahatma Gandi nella sua filosofia di lotta non violenta. Viene chiamata Seta “ERI” e deriva dal lepidottero Philosamia Ricini il cui baco si alimenta di foglie di ricino. Il baco in natura non completa il bozzolo lasciando una apertura nella parte superiore del bozzolo interrompendo il processo di produzione del filamento continuo che. La creazione di questa fessura dal quale la larva passa una volta effettuata la trasformazione in farfalla presuppone che:
- non è necessario uccidere la larva prima che si trasformi in farfalla in quanto il bozzolo risulta essere già bucato e come tale già non utilizzabile per il filo continuo
- il bozzolo potrà essere utilizzato solo es esclusivamente per prodotti in fibra discontinua
La Seta – una fibra sostenibile ed un sistema eticamente valido
Un argomento collaterale importante e non secondario nella determinazione della eticità del sistema seta presuppone una sua valutazione a 360 gradi comprendendo come la coltivazione dell’ albero del Gelso, la bachicoltura, la produzione di prodotti a vario tipo in seta siano capace di garantire un elevato livello di eticità, una serie di plus coerenti ad una completa sostenibilità come da quanto definito in Agenda 2030:
- sostenibilità economica
- sostenibilità ambientale
- sostenibilità sociale










