La seta: fibra tessile naturale biodegradabile
La seta: fibra tessile naturale biodegradabile
La seta è una fibra tessile naturale biodegradabile, una delle fibre tessili più antiche che si caratterizza per le sue eccellenze e le sue proprietà, ecologiche, meccaniche di comfort, sostenibilità e di tessuto ecologico. Il sistema tessile mondiale rappresenta uno dei settori maggiormente inquinanti e problematici dal punto di vista ambientale. La ricerca di fibre realmente sostenibili ed ecologici è diventata una priorità per i consumatori. Tra le molte fibre la fibra tessile naturale per eccellenza è la seta che è un esempio di come la natura crei le soluzioni semplici e capaci di risolvere le problematiche del pianeta.
La seta una fibra tessile naturale
La seta è spesso associata ad eleganza, lusso ed esclusività ma vanta proprietà tecniche, meccaniche, chimiche ed ecologiche di primaria importanza
Cosa è una fibra tessile
La classificazione delle fibre tessili naturali e non naturali nel panorama tessile, pur essendo quest’ultimo decisamente complesso, risulta abbastanza semplice e di immediata comprensione basandosi sulla distinzione chiave fra fibre naturali e fibre chimiche suddividendo queste ultime in fibre artificiali e fibre sintetiche

Sono sempre maggiori i tentativi di rendere questo schema maggiormente complicato, inserendo ad esempio nuove pseudo-categorie con la finalità primaria di confondere il consumatore finale.
La seta è una fibra tessile naturale di origine animale derivata dall’attività di un lepidottero che sotto forma di baco produce un filamento per creare un bozzolo al fine di attuare una trasformazione da bruco a farfalla.
La seta fibra tessile naturale che protegge l’ambiente
La seta deriva dalla natura e ritorna alla natura in un ciclo completamente circolare e parte di una filiera sostenibile della seta, minimizzando (se non annullando) qualsiasi scarto produttivo che diviene facilmente materia prima secondari per altri utilizzi.
Negli ultimi anni assunto un crescente significato termini come sostenibilità, compostabilità e biodegradabilità.
La fibra tessile naturale di seta è una fibra ed un sistema produttivo totalmente sostenibile, ed è interessante analizzarla dal punto di vista della sua biodegradabilità e del suo rapporto con i materiali compostabili
Biodegradabilità e Compostabilità: cosa significano?
I termini compostabile e biodegradabile vengono spesso utilizzati quali sinonimi e molte volte con significati non corrispondenti alla realtà.
Compostabile e biodegradabile evidenziano caratteristiche e proprietà di una fibre, di una sostanza o di un materiale che sono in realtà molto differenti l’una dall’altra
Cosa significa biodegradabile
Un materiale è biodegradabile se riesce a decomporsi in natura in elementi e/o sostanze più semplici grazie all’azione enzimatica da parte di microorganismi e batteri, agli agenti atmosferici od alla luce solare.
Il processo di biodegradazione deve essere un processo completamente naturale all’interno del quale le sostanze organiche originarie vengono trasformate in molecole inorganiche, (prettamente all’interno del ciclo del carbonio), per essere reimmesse nel ciclo naturale quale elemento primario del ciclo di vita animale e vegetale. Il tutto presuppone il non rilascio di sostanze nocive ed inquinanti
L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) definisce la biodegradabilità come: “la misura in cui una sostanza può essere decomposta da batteri e funghi lasciando residui della degradazione che non siano tossici”
Tuttavia Biodegradabile non è sinonimo di materiale innocuo od ecologicamente positivo. Nel corso di fenomeni di biodegradazione possono essere sviluppati elementi nocivi in grado di danneggiare l’ambiente e di degradarsi con tempi maggiori rispetto al materiale da cui derivano.
La biodegradazione può essere parziale ed incompleta ed, anche se rispettosa dei criteri specificati dalle varie normative, potrebbe permettere l’accumulo di parti altamente nocive con un impatto ambientale molto serio
Cosa vuol dire Compostabile
La norma Europea EN13432 del 2002, con riferimento ai requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione, ha cercato di colmare le lacune della direttiva 94/62/CE definendo le caratteristiche che un materiale deve avere per potersi considerare compostabile.
Un materiale è compostabile se:
- Dal punto di vista metabolico si converte in anidride carbonica per almeno del 90% entro i primi 6 mesi in un ambiente ricco di anidride carbonica, secondo gli standard EN14046
- Se a contatto con materiali organici per un periodo di 3 mesi la sua massa sia costituita da parti di dimensione inferiori di 2 mm per il 90% (EN14045), (Disintegrabilità)
- Non abbia effetti negativi sul processo di compostaggio
- Soddisfi una basa concentrazione di metalli pesanti
- Rispetti i valori di ph
- Rispetti i valori di salinità
- Rispetti i valori di solidi volatili
- Rispetti i livelli di concentrazione di azoto fosforo, magnesio e potassio
Ognuno di questi punti risulta doversi verificare per definire un materiale compostabile; pertanto, un qualsiasi materiale che sia biodegradabile ma che non rispetti gli altri parametri, (produca ad esempio concentrazioni elevate di sostanze volatili o con elevato PH), non è compostabile. Non è altresì considerabile compostabile un materiale che si disintegri in pezzi molto piccoli non degradabili
La seta: una fibra tessile naturale biodegradabile
La seta è una fibra tessile naturale formata da una serie di microfilamenti. Il singolo filamento di seta che viene ottenuto dal bozzolo di seta è composto da:
- Fibroina 70/80 %: proteina naturale fibrosa
- Sericina 20/28 %: proteina naturale
- 2,5/3,0 % sostanze grasse cerose ed organiche
Dal punto di vista chimico:
- Carbonio 45,00%
- Idrogeno 5,00%
- Azoto 20%
- Ossigeno 30%

La seta: una fibra tessile naturale compostabile
La composizione proteica della seta determina che questa sia considerabile compostabile in condizioni ideali.
Se inseriamo la fibra naturale di seta all’interno di un sistema di compostaggio, essa si decomporrà in modo efficace e contribuirà anche a rilasciare elementi quali azoto e nutrienti essenziali di particolare importanza per la qualità del processo e del terreno.
I tempi di decomposizione risultano differenti in base dello stato in cui si trova la fibra naturale di seta (fibra, cascame, filato, tessuto).
La natura ha creato il filamento di seta affinché proteggesse l’attività vitale del baco da seta dagli agenti atmosferici esterni e nello stesso momento fosse difficilmente attaccabile, in breve tempo, da batteri funghi e microorganismi in genere.:
- massima protezione del bozzolo di seta
- seta sia naturalmente anti batterica ed antimicotica.
La sua propensione a non accumulare micro-sacche umide in alcuni casi può rallentare ma non modificare la sua compostabilità.
La seta naturale priva di trattamenti chimici o di rivestimento può essere compostata in impianti domestici ed industriali.
La seta: una fibra tessile naturale biodegradabile
La fibra naturale di seta è un materiale biodegradabile: una volta che la seta viene lasciata nell’ambiente i suoi elementi, grazie all’azione di enzimi proteolitici, (capaci di disgregare i legami proteici), ritorneranno alla natura sotto forma di humus, alimentando suolo e sottosuolo.
Le tempistiche di biodegradabilità sono determinate da differenti fattori, tra i quali la forma che assume la fibra:
- Breve, medio tempo per fibre libere naturali (fibre, cascami, filati)
- Medio lungo tempo per tessuti
Eventuali trattamenti (coloristici, chimici e di finissaggio) possono condizionare tali tempistiche.
Test di biodegradabilità reale della fibra di seta
Un Test empirico programmato presso i nostri stabilimenti, ha permesso di evidenziare in modo reale e documentato gli aspetti ed i tempi di completa e naturale biodegradabilità della fibra di seta:
- 2 campioni di fibra di seta sono stati posizionati in una zona esterna di prato antistante i nostri uffici, nel periodo primaverile / estivo a diretto contatto con fenomeni atmosferici, simulando un’abbandono nell’ambiente
- Un campione è stato posizionato su alcune mattonelle di ceramica non sigillate ed un campione a diretto contatto con la terra
- A distanza di 15 giorni dal posizionamento le fibre da forma dispersa hanno assunto una consistenza di massa unica e sono iniziate a nascere alcune primarie forme di piante con la presenza di insetti e piccoli vermi
- Dopo 45 giorni piante e vegetali avevano colonizzato ampiamente le fibre in ammasso a stretto contatto con il terreno, per le fibre poste sulle mattonelle di ceramica il processo risultava della stessa tipologia anche se parzialmente rallentato
- A distanza di 60 giorni la fibra risultava totalmente incorporata nel terreno e nella vegetazione

Impatto ecologico della seta
La seta ha un impronta ecologica ridotta grazie ad una serie di eccellenti caratteristiche di compatibilità e protezione ambientale:
- coltivazione del gelso che assorbe CO2 ed aumenta l’Ossigeno con prodotti in seta che permettono compensazioni di gas sera e riduzioni di costi sociali considerevoli
- L’albero del Gelso è protettivo dell’ambiente e facilità la agroecologie e/o l’agricoltura rigenerativa
- Non esistono sprechi ed il sistema produttivo è altamente circolare andando a riutilizzare ogni scarto o sotto prodotto
- L’impatto dell’utilizzo di fertilizzanti e molto ridotto, le stesse crisalidi risultano un valido fertilizzante naturale
- Non esiste rilascio di sostanze ed elementi chimici
- La seta è libera da ogni tipologia di microfibre plastiche
- La sua durabilità intrinseca permette di creare prodotti che durino più a lungo ponendosi come reale alternativa a Fast Fashion
La seta è una fibra tessile naturale, biodegradabile, compostabile e sostenibile, in grado di unire eccelse qualità tecniche e di comfort con un impatto ambientale ridotto. Un modello perfetto di economia circolare naturale e fibra naturale per moda sostenibile
