La Seta selvatica ed il baco da seta
La Seta selvatica ed il baco da seta
Le innumerevoli ed affascinanti varianti della seta
Quando si parla de la seta e di baco di seta ci si riferisce in particolare modo ad una specifica tipologia di seta che deriva da una specifica tipologia di baco da seta chiamata Bombyx Mori. Questo lepidottero si ciba in modo esclusivo di foglie di albero del gelso e produce un bozzolo di seta di colore bianco intenso, cangiante, con alterne fasi di brillantezza ed opacità

Dal bozzolo in seta si possono ricavare fili continui in seta oppure, se opportunamente ritrasformato e lavorato come cascame di seta naturale, filati in seta discontinua dagli effetti e dalle differenti tonalità di brillantezza e morbidezza
Errata corrige
Non corrispondono al vero le informazioni che regolarmente si possono trovare su siti internet, blog, o pubblicità da chi pur usando la qualifica di esperti del settore, manifestando scarsa conoscenza del mondo della seta, definiscono e comunicano irrealistiche scale di valore qualitative attribuendo maggiore o minor valore ed esclusività a certe tipologie di seta. Ogni tipologia di seta ha le sue caratteristiche e peculiarità
Cosa è la seta selvatica
Nel mondo esistono più di 500 tipologie di sete definibili selvatiche e molte di esse non sono ancora catalogate e codificate. Storicamente vi sono studi e notizie scritte di “fili intrecciati provenienti da piccoli animali striscianti” usati nell’impero Atzeco per creare piccoli contenitori. In due siti sul fiume Indo sono stati ritrovati fili che all’analisi del microscopio elettronico, sono stati definiti come fili di seta selvatica risalenti a 2500 a.C.. Sono stati chiamati i fili di Harappa dal luogo del loro ritrovamento
La Seta Tussah

La seta tussah è una tipologia di seta il cui baco da seta si ciba principalmente di foglie di quercia.
Appartiene alla più grande famiglia delle sete selvatiche (Muga, Eri, Anaphe, Fagara, Coan, etc) e si differenzia dalla più conosciuta seta di gelso.
La seta tussah è si presenta all’origine con colorazioni naturali vicini all’oro / giallo / marrone chiaro, struttura della fibra resiliente e piatta, con superiore pelosità, lucente, estremamente fine e morbida, naturale ed altamente sostenibile nella sua produzione ed uso. Affascinante nel suo formarsi, il bozzolo di seta tussah ha effetti che può riportare sul filo e su tessuti
La seta Muga

La seta Muga è una tipologia di seta che proviene da una specifica tipologia di baco Antheraea assamensis, si ciba di foglie di piante aromatiche della famiglia delle Maucilus e Litsea. Il baco da seta Muga ancora oggi non è ancora in grado di vivere con la presenza di minimi livelli di inquinamento
La seta Muga è una seta della famiglia della sete selvatiche (Tussah, Eri, Anaphe, Fagara, Coan, etc) tipica della regione Indiana dell’Assam. Muga in Assamese significa di colore giallastro.
La seta Muga si presenta all’origine di un colore indefinito con sfumature che vanno da giallastro all’oro, altamente resistente nel filo e nel tessuto si narra che sopravvive a chi lo indossa. Evidenzia sfumature caratteristiche di lucentezza d’orata che aumenta ad ogni lavaggio
La seta Eri

La seta Eri è una seta che proviene da una specifica tipologia di baco: Samia Ricini. Eri in Assamese ha il significato di ricino che è la pianta dalle cui foglie si ciba il baco a seta. In una stessa fibra la storia di una seta selvatica ed il baco da seta che assieme al Bombyx Mori, (che produce la seta di Gelso), è l’unico ad essere addomesticato
La seta Eri è bianca e lanosa in grado di fenomenali elementi di colore cangiante e spazi opachi. Molto resistente con caratteristiche di termoregolazione elevatissime, apparentemente regolare manifesti tratti di difficile standardizzabilità
Assunta alla notorietà per l’uso del mahatma Gandi come espressione di non violenta, considerata cruelty free non per scelta ma per natura: il baco da seta Eri non completa il bozzolo di seta lasciandolo aperto nella sua parte alta e rendendo il filo non continuo. Utilizzabile per eccellenti fili discontinui
Il Pettinato in seta naturale
Il filato discontinuo di seta mulberry o di seta selvatica non potrebbe esistere senza la trasformazione della fibra derivante dal bozzolo e/ da lavorazioni successive in un nastro regolarizzato all’interno del quale le fibre vengono parallelizzate in senso longitudinale garantendo possibili legami elettrostatici e/o Chimci

Nella foto (dall’alto a sinistra in senso orario)
- Pettinato in seta naturale Mulberry
- Pettinato in seta naturale Eri
- Pettinato in seta naturale Eri Red (colorazione naturale)
- Pettinato in seta naturale selvatica Tussah/Muga (colore naturale)
Il termine pettinato deriva da pettine. Una serie di lavorazioni successive che attraverso l’utilizzo di set di pettini in differenti materiali e con differenti finezze producono, da una serie di fibre disordinate o parzialmente ordinate, nastri semilavorati continui con la caratteristica di avere al loro interno fibre parallele ordinate. Le singole fibre di seta acquisiscono una specifica posizione all’interno del nastro continuo, attraverso legami longitudinale di adesione ed elettrostatici, senza mai avvolgersi l’una sull’altra. Un nastro pettinato di seta è una struttura univoca coesa e ben definita, superiore per qualità alla somma delle singole fibre che la costituiscono, capace esaltare coesione, leggerezza, sofficità, morbidezza, senza modifiche sulla tenacità.
Colore lucente abbinato a fasi di opacità non standardizzabili, variazioni di fibre cangianti e sfumature inalterabili, create dalle differenti proprietà di rifrazione della luce delle singole fibre di seta e dalle diverse tipologie di seta utilizzate.
